Dialogo sui vaccini

Per la rubrica "Parola d'autore", riportiamo ora un articolo comparso sul quotidiano "La Repubblica" in data giovedì 21 febbraio 2019 e scritto dal dott. Antonio Cassone, autore de "Dialogo sui vaccini" sotto lo pseudonimo di Giovanni Libero.


La strana storia dei medici non vaccinati

Indolenti o esitanti, molti dottori non si immunizzano. Trasmettendo malattie e scoraggiando chi vuole farlo

Molte ricerche dimostrano che i medici di medicina generale, i pediatri e gli esperti dei servizi sanitari sono i soggetti che hanno maggiori probabilità di convincere chi ha dubbi a vaccinarsi e a vaccinare i propri figli. Ciò in virtù del credito e della fiducia di cui godono tra i pazienti. Su di loro pesa una grande responsabilità per il raggiungimento di un’ampia se non universale copertura vaccinale. È perciò paradossale, nonché sconfortante, che dentro la moltitudine degli esitanti facciano talora bella mostra gli stessi medici. Parliamo per lo più di bravi medici di famiglia, non catalogabili come no-vax. In una ricerca fatta di recente in Francia, intervistando più di 1500 praticanti di medicina generale, pubblicata a settembre sulla rivista Clinical Microbiology and Infection, quelli esitanti perché insicuri sui rischi delle vaccinazioni, non erano pochi (attorno al 15%) e per lo più praticavano, anche occasionalmente, medicina alternativa. Non si vaccinavano regolarmente e non raccomandavano alcuni dei vaccini disponibili ai genitori esitanti. Invece che guidare i loro pazienti a eliminare dubbi, ne erano essi stessi influenzati.

Nel nostro Paese mancano studi e dati esaurienti su questo tema, anche se girano percentuali elevate, ma di dubbia attendibilità, sul personale sanitario che non si immunizza. È esperienza piuttosto comune incontrare bravi medici che hanno e trasmettono dubbi sulla sicurezza dei vaccini o raccomandano agli altri le vaccinazioni ma loro non le fanno per indolenza, disattenzione, incuria. Non vaccinandosi, prendono e trasmettono anche malattie: si stima che circa il 10% dei recenti casi di morbillo in Italia abbia colpito personale sanitario non vaccinato e sono stati riportati vari casi di medici che hanno trasmesso la malattia a figli e/o pazienti. Tutti insieme, esitanti o indolenti, pur costituendo una minoranza, possono arrecare un danno sottile ma pervasivo alla fiducia della gente nei vaccini, un danno forse più rilevante di quello che possono arrecare i pochi, conclamati no-vax.

In un saggio recentemente pubblicato su Nature Heidi Larson, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, fa notare come sia giunto il momento di porre seria attenzione alle perplessità del personale sanitario sui vaccini e studiare come porvi rimedio. Attraverso, aggiungo io, formazione, coscienza della propria missione e autodisciplina. Perché alla domanda di un paziente “dottore, ma lei si vaccina?”, un medico deve poter rispondere in un solo modo: “Sì”.

Antonio Cassone


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