Focus

Il numero di Maggio 2017 di Focus presenta un articolo in cui si tratta l'argomento delle NDE, "Near Death Experiences". All'interno dell'articolo sono presenti anche diversi interventi del prof. Enrico Facco, docente di Anestesiologia presso l'Università degli Studi di Padova e autore dei libri "Esperienze di premorte" e "Meditazione e ipnosi", entrambi editi da Altravista.

Di seguito riportiamo alcune parti dell'articolo, relative agli interventi del prof. Facco. Chi fosse interessato ad approfondire l'argomento può leggere l'articolo sul numero 295 di "Focus" (pagg. 20 - 25).

 

La scienza dell'aldilà

[...] «Queste ipotesi chiarisono alcuni possibili elementi scatenanti, ma non le esperienze, il loro contenuto e il loro significato», obietta Enrico Facco, anestesista del dipartimento di Neuroscienze all'Università di Padova e autore di Esperienze di premorte (Altravista). «La possinilità di avere esperienze coscienti e strutturate a Eeg piatto non è spiegabile con le attuali conoscenze sul cervello. Il delirio in terapia intensiva ha manifestazioni del tutto diverse, mentre le Nde hanno un significato profondo e trasformano la vita delle persone, che non hanno più paura della morte» [...]

[...] Un paziente di 57 anni ha riferito le manovre di rianimazione che gli erano state praticate dopo 3 minuti del suo arresto cardiaco. Sono solo coincidenze? «Questi episodi non sono irrilevanti o irreali», risponde Facco. «Vanno oltre la corrente interpretazione, secondo cui la coscienza è solo il prodotto dell'attivitò del cervello. Questi casi mostrano la possibilità di mantenere la coscienza anche durante l'arresto cardiaco, sfidando quanto fino a oggi sappiamo di fisiologia cerebrale: perciò dobbiamo ancora comprenderla fino in fondo. In 40 anni di ricerce, nessuno è riuscito a dimostrare che le Nde siano la manifestazione di qualche disfunzione». [...]

[...] «La scienza è piena di ipotesi che sfidano il senso comune», dice Facco. «Un secolo fa, Albert Einstein immaginò le onde gravitazionali, increspature dello spazio-tempo causate dall'interazione fra le masse. L'ipotesi fu accettata, ma queste onde sono state rilevate solo l'anno scorso. Se la coscienza fosse un pacchetto di energia e nformazione, sarebbe possibile la sua seperazione dal corpo con la morte, senza dover implicare mondi ultraterreni. Potrebbe trasformarsi in qualcos'altro, in accordo con le leggi della termodinamica, e continuare a esistere: non sappiamo se per sempre o no, se in forma individuale ioppure disperdendosi nel cosmo». [...]

Vito Tartamella

 

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