L’antropologia dell’alimentazione secondo Alessandra Guigoni

“Antropologia del mangiare e del bere” di Alessandra Guigoni (Edizioni Altravista) analizza il cibo e il vino, dallo svezzamento all’etnografia dell’olfatto.

È il caso di dirlo: finalmente l’antropologia dell’alimentazione è spiegata in modo umano. Ma nel vero senso lessicale del termine: l’umanità qualificata dal cervello e dal cuore. Alessandra Guigoni è un’etnografa sarda che si occupa da anni di ciò che concerne cibo e vino, con connotati davvero interessanti (www.etnografia.it). In questo libro si parla di argomenti storici, è vero, ma allo stesso tempo pratici, applicabili, che danno spunti di riflessione e approfondimento. Per esempio è alquanto stimolante il discorso sullo svezzamento in Occidente, sulle pappe in giro per il mondo, sulle differenze tra l’allattamento tra i diversi gruppi etnici di Londra. Lo svezzamento dei neonati nel proprio paese d’origine è sempre il migliore degli altri? Non sempre, ma è difficile imprimerlo nelle convinzioni delle ostetriche e delle neomamme. Questo libro delucida l’entusiasmo nei confronti dello svezzamento, caricandolo di cultura e piacevoli aneddoti. Da qui poi il discorso verte sull’antropologia storica, sull’avvento del pomodoro americano sulle nostre tavole. L’etnografia dell’olfatto sembra poi un concetto astruso, ma si viene immancabilmente smentiti dallo scorrere delle pagine: noi uomini abbiamo oramai perso la facoltà di discernimento attraverso l’olfatto; la degustazione enologica ha risvegliato tuttavia tale capacità, riportandoci sui binari della nostra beneamata animalità inconscia. Tra i libri d’antropologia, questo piacevole manuale fonde l’etnografia al benessere del convivio. Parole grosse, concetti apparentemente difficili. Non è vero, si parla di argomenti semplici e apprezzati da millenni, si parla infatti semplicemente di cibo e vino.

Carlo Spinelli

ItaliaSquisita.net

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