Edizioni Altravista - L'uomo, la natura e il tempo

Training future astronauts to the space climate - eBook

Training future astronauts to the space climate - eBook

Renata Freccero

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9788899688011 | 2016 | Amigdala | 26 | ePub
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The Universe is full of stars, and each star has at least one planet, the astrophysicists seek water and life in the cosmos. Long periods spent in the cosmos do not have the tempo of life, they are monotonous. The human brain and sensory systems are adapted to the categories of time and space in which they live normally. The philosophical categories of space and time do not exist in the cosmos, they are unique, because contraria sunt complementa. In Karl Jaspers’ view, the Existing is not in fact located in time and space, simply there is; being: da sein. The temporal planes are intertwined to lose their characteristic of continuity. In the long term, the cosmic climate produces a sense of fatigue, apathy and mood disorders, with manifestations of “dark mood”. The next step is anxiety and depression, dangerous not only for those who suffer from them, but also for the entire crew. Only the willingness to make that key contribution to the objective of scientific research can provide the motivation to endure the many hardships. The dysfunction, whether of people or things, risks compromising the mission. Harmony becomes a key element for success. He or she who exists in the cosmos must establish an equivalence between the energy of his/her mind, determined by the strength of the will, compared to the mass of a physical system that does not belong to him/her, but that is real. It is a rare human ability to know how to control the emotions, to know how to communicate effectively and to remain calm in extreme situations. Awareness for space travellers means having the consciousness that life on Earth is an illusion with regard to the cosmic reality, and intelligence is the ability to adapt. Human life in space stations and the future extraterrestrial human colonization will open up a new era for the anthropology sciences.

Renata Freccero si è laureata nel 1980 presso l’Università di Genova in Pedagogia, Filosofia e Storia, è stata nominata docente di Storia dell’Educazione Fisica e degli Sport, dapprima presso l’ISEF e in seguito, con il passaggio alla Scuola d’Interfacoltà Universitaria, è stata nominata “Docente a contratto” e “Docente in posizione di comando”, presso SUISM Università di Torino. Autrice di molteplici articoli e saggi, nel 1996 a Pontremoli ha ottenuto il Primo Premio “G. Gronchi” nella sezione sport e letteratura. Nel 2001 a ROMA ha conseguito il Primo Premio “A. Manzoni” nella sezione saggi di letteratura sportiva con la riedizione del “De ARTE Gymnastica” di Girolamo Mercuriali. Nel 2001 ha ricevuto il premio “Liguria Maestrale” Sestri Levante-Genova per la chiosa del romanzo deamicisiano “Amore e Ginnastica.” Ha partecipato a importanti Congressi internazionali ed è stata “Docente invitata” ai Giochi Olimpici di Atene 2004, per collaborare con il Comitato Olimpico di Grecia alla cultura olimpica e all’arte dedicata ai Giochi classici. In seguito ha realizzato per Casa Italia CONI le esposizioni d’arte olimpica ai Giochi di Pechino 2008, di Vancouver 2010, di Londra 2012 e quella dei Giochi del Mediterraneo del 2009. Ha collaborato con il Consolato di Torino di Grecia alla cultura e all’arte olimpica realizzata per i Giochi di Sochi 2014. Nel 2010 ha realizzato l’arte per i Mondiali di Calcio 2010. In particolare l’esposizione Tradition and Innovation - Italian Olympic Spirit, presentata a Casa Italia CONI Queen Elizabeth Centre Westminster Londra 2012, ha ricevuto l’onore della “Medaglia Dedicata” della Presidenza della Repubblica. Nel 2015 il progetto The Alpine population of Argentera Valley, Sauze di Cesana, Province of Turin, Italy: vestiges of an Occitan culture and anthropo-ecology, presentato all’EXPO di Milano per le Best Practices, è stato selezionato fra oltre 12mila altri progetti inviati da tutto il mondo. Collabora con il Museo di Antropologia dell’Università di Torino e con la Società Italiana di Biologia Sperimentale.

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