L’albero. Vita e morte di un immortale

Niente è impossibile se pensiamo che alcuni organismi costituiti da una singola cellula, delle dimensioni di circa 5-10 millesimi di millimetri, hanno cambiato l’atmosfera e la struttura della Terra. Infatti, tre miliardi e cinquecento milioni di anni fa comparvero nelle aree umide del nostro pianeta i Cianobatteri, che possedevano particolari membrane capaci di assorbire l’energia della luce solare trasformandola in energia chimica. In questo modo iniziarono a convertire alcune molecole semplici come l’anidride carbonica e l’acqua in composti organici complessi quali proteine, enzimi, ormoni, materiale genetico e molti altri composti. Dalle reazioni chimiche però si ottenne anche come residuo l’ossigeno che, non essendo direttamente utilizzato nella nutrizione, venne disperso nell’ambiente come gas libero. Esso è chimicamente molto attivo e si combina facilmente sia con le sostanze organiche che con le rocce, modificandole. Terminata l'ossidazione degli elementi inanimati iniziò l’accumulo dell’ossigeno nell’atmosfera e la sua concentrazione aumentò progressivamente nel tempo. Questo evento rivoluzionò la vita sulla Terra, dove l’ossigeno libero era assente e fu la chiave che aprì le porte al nuovo mondo. I cianobatteri infatti si diffusero straordinariamente, invasero le acque, divennero i dominatori del sistema e da essi si svilupparono le alghe e tutti gli altri vegetali, dando origine a nuovo ecosistema. Furono dunque queste piccole cellule “vegetali” a permettere che la terra si trasformasse nel tempo e su di essa si evolvesse la miriade di forme di vita che ci circondano, adattandosi a un tasso di ossigeno sempre più elevato fino a raggiungere quello attuale.
Sergio Mutto Accordi

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