<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" version="2.0">
  <channel>
    <title><![CDATA[News&amp;Press]]></title>
    <link>http://www.edizionialtravista.com/news/</link>
    <description><![CDATA[News&amp;Press]]></description>
    <pubDate>Fri, 18 May 2012 00:38:46 +0000</pubDate>
    <image>
      <url>http://www.edizionialtravista.com/skin/frontend/default/jm_lime/images/icon_feed.gif</url>
      <title><![CDATA[News&amp;Press]]></title>
      <link>http://www.edizionialtravista.com/news/</link>
    </image>
    <generator>Zend_Feed</generator>
    <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>
    <item>
      <title><![CDATA[La vita oltre la morte]]></title>
      <link>http://www.edizionialtravista.com/news/videointervista-enrico-facco/</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://www.edizionialtravista.com/media/news/25.gif" alt="La sottile linea tra vita e morte vista con gli occhi di uno scienziato" /></p>
<p>Video Intervista al prof. Enrico Facco</p>
<p>O Bianco O Nero |&nbsp;Nicola Argesi intervista il Prof. Dott. Enrico Facco autore del libro Esperienze di premorte; Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica.&nbsp;<span>Il tema delle esperienze dei morenti o di chi, creduto morto, sia ritornato in vita, accompagna da sempre la storia dell&rsquo;umanit&agrave;, dai racconti di Omero e Platone sino alle odierne esperienze dei pazienti in condizioni di pericolo di vita. Le esperienze di premorte (Near Death Experiences, o NDE), fenomeno clinico frequente e complesso, ripropongono concretamente la necessit&agrave; di una loro spiegazione scientifica e la questione della plausibilit&agrave; dell&rsquo;idea di una vita oltre la vita. Un&rsquo;analisi accurata degli elementi scientifici, psicologici e filosofici utili ad una riflessione critica sulla natura delle NDE e quindi sull&rsquo;enigma fondamentale della condizione umana da esse posto.</span></p>
<div><iframe width="472" height="350" src="http://www.youtube.com/embed/57dCB5HbgrQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p><br/><br/><strong>Esperienze di premorte;&nbsp;</strong><strong>Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica</strong></p>
<p><a title="Esperienze di premorte; Enrico Facco" href="http://www.edizionialtravista.com/esperienze-di-premorte-enrico-facco.html">Vai alla scheda del libro &raquo;&raquo;&raquo;</a></p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 27 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[Dopo il caso Muamba. A volte (spesso) ritornano]]></title>
      <link>http://www.edizionialtravista.com/news/caso-muamba-premorte/</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://www.edizionialtravista.com/media/news/24.gif" alt="La sottile linea tra vita e morte vista con gli occhi di uno scienziato" /></p>
<p><em>Il campione resta in coma 78 minuti, poi si risveglia. Un anestesiologo padovano certifica che accade nel 15-18 per cento degli arresti cardiaci. E racconta le incredibili esperienze di 20 pazienti dati per morti.</em></p>
<p>Lui &egrave; tornato. Dopo 78 minuti di convulsa rianimazione, parte dei quali trascorsi apparentemente senza respiro n&eacute; battito di cuore, Fabrice Ndala Muamba, ventitreenne congolese a asso del Bolton, &egrave; rientrato nella vita. Sabato 17 marzo era stato colpito da un infarto in campo, nella partita contro il Tottenham, ma ora il campione &egrave; fuori pericolo (riquadro a destra), addirittura parla. E la sua stupefacente esperienza ha riaperto la questione del sottile confine tra la vita e la morte, e ancor pi&ugrave; precisamente tra il morire e il tornare a vivere.Enrico Facco, 60 anni, professore di anestesiologia e rianimazione all&rsquo;Universit&agrave; di Padova, &egrave; una della massime autorit&agrave; italiane ed europee in materia.</p>
<p>Dal 1974 lavora nei reparti di rianimazione: prima come studente, poi come ricercatore, infine come anestesista-rianimatore e specialista in neurologia. Appassionatosi al tema, Facco da tempo conduce ricerche approfondite sul coma, sullo stato vegetativo, sulla morte cerebrale, e ha scritto oltre 200 pubblicazioni. &laquo;La morte &egrave; da sempre la mia compagna di lavoro, la collega di sempre&raquo; spiega. &laquo;&Egrave; come una partita in cui invecchiando, ogni anno che passa, lei scopre una carta in pi&ugrave;&raquo;.&nbsp;<span> </span>&Egrave; possibile che non ci sia tortura peggiore, per uno scienziato, che studiare qualcosa su cui non si possono condurre esperimenti, che non pu&ograve; essere testato n&eacute; raccontato.</p>
<p>Ma Facco ha rotto il silenzio e pochi mesi fa ha sconvolto la comunit&agrave; scientifica con il suo ultimo saggio: Esperienze di premorte, scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica (Altravista edizioni). Lo studio tratta delle esperienze vissute da 20 pazienti colpiti da lesioni cerebrali, arresti cardiaci, shock anafilattici, e per questo dati per spacciati ma invece tornati in vita. La storia, insomma, di chi &egrave; riuscito a traghettare le propria anima all&rsquo;inverso, da questa parte dello Stige.<span> </span>Quella che i pazienti intervistati da Facco hanno sperimentato, tecnicamente, si chiama Nde, near death experience: esperienza vicina alla morte. E sono molte le scoperte.</p>
<p>Le esperienze (che riguardano donne e uomini, credente e atei) hanno caratteristiche comuni e coinvolgono una quota che oscilla fa il 15 e il 18 per cento delle persone colpite da arresto cardiaco. Molto pi&ugrave; di quanto si potrebbe pensare e, nonostante una certa ritrosia nell&rsquo;ammetterlo da parte dei tecnici ospedalieri, un fatto clinico accertato al di l&agrave; delle descrizioni di Facco.<span> </span>Uno dei due casi pi&ugrave; impressionanti, fra quelli raccontati nel libro, riguarda un uomo anziano che arriva al pronto soccorso di Padova in arresto cardiaco. Durante le manovre di rianimazione un&rsquo;infermiera, per intubarlo, gli toglie la dentiera e la ripone in un cassetto. Dopo alcuni giorni, risvegliato dal coma, l&rsquo;uomo viene accompagnato a fare due passi in corridoio da una figlia. Subito riconosce il corridoio, la stanza, l&rsquo;armadietto.</p>
<p>Spontaneamente cerca nel cassetto e vi trova la sua dentiera, dimenticata dai medici nella foga della rianimazione.<span> </span>Matteo invece entra in coma dopo essere finito con l&rsquo;auto contro un muro. &laquo;Vidi dall&rsquo;alto un ragazzo su un letto di ospedale&raquo; racconta nel libro &laquo;e c&rsquo;era a fianco una persona con un camice. Vedevo tutta la situazione intorno e riuscivo anche a leggere cosa c&rsquo;era scritto sulla porta del reparto. C&rsquo;era una ragazza bionda che piangeva e ricordo di aver visto un&rsquo;infermiera che aveva rovesciato il carrellino delle medicazioni&raquo;. Al suo risveglio, diversi giorni dopo, Matteo ha chiesto informazioni ai familiari: la ragazza bionda era un ex collega, conosciuta molti anni prima, e l&rsquo;infermiera per quella distrazione aveva subito un richiamo.<span> </span>Giulio sperimenta il coma dopo un incidente contro un camion. Nel suo racconto si legge: &laquo;Vedevo la sala operatoria, i medici, gli infermieri che mi stavano intubando. Come in un film, sentivo ogni cosa, anche quello che dicevano i medici&hellip; comprese le battute e le stupidaggini. Uno di loro era basso, bruttino, capelli ricci e barba, e ha detto: &ldquo;Questo non passa la notte&rdquo; &raquo;. Aperti gli occhi, dopo cinque giorni, Giulio ha riconosciuto il medico e non ha mancato di ricordargli quanto aveva da lui sentito.<span> </span>I casi sono impressionanti: c&rsquo;&egrave; il paziente che fornisce la descrizione degli strumenti adoperati su di lui durane l&rsquo;operazione per una frattura al cranio (impossibili da vedere anche semplicemente per la presenza dei teli di protezione); c&rsquo;&egrave; la donna capace di riferire i dettagli del parto che le &egrave; stato indotto mentre, colpita da una grave emorragia interna, era sotto operazione; c&rsquo;&egrave; l&rsquo;altra paziente con un&rsquo;aorta perforata che racconta la sequenza di errori commessi da una infermiera alle prime armi su di lei (e questa rivelazione ha addirittura portato la struttura ospedaliera ad aprire un procedimento interno).<span> </span>Esperienze documentate insomma, che non possono essere liquidate come superstizione o suggestione: &laquo;Anche perch&eacute;&raquo; sostiene Facco &laquo;avere pensieri ed esperienze cos&igrave; elaborate nei pochi secondi o minuti in cui l&rsquo;elettrocardiogramma &egrave; piatto &egrave; assolutamente impossibile&raquo;.<span> </span></p>
<p><span>&nbsp;</span>E tutti i casi hanno caratteristiche comuni: la visione dall&rsquo;alto della sala operatoria o del letto d&rsquo;ospedale, la percezione di un tunnel con in fondo una luce, incapacit&agrave; di stabilire il fluire del tempo, disagio al momento del risveglio. Nelle 400 pagine del libro si passa dalla filosofia alla neuroscienza, dagli studi sugli effetti delle droghe (solo per certi aspetti simili alle esperienze di Nde) alla fisica quantistica. &laquo;Forse&raquo; dice Facco &laquo;dovremmo ammettere che nella nostra visione del mondo c&rsquo;&egrave; qualche parte fondamentale che manca&raquo;.<span> </span>D&rsquo;altra parte, conclude, &laquo;nessuno ha mai saputo spiegare come 1 chilo e mezzo di budino grigiastro riesca a tradurre attivit&agrave; elettrica in pensieri ed esperienze come la musica, l&rsquo;arte, la poesia&hellip;&raquo;. O il calcio, che per alcuni &egrave; un&rsquo;arte. Come potrebbe consapevolmente raccontare Fabrice Muamba, campione di football: l&rsquo;ultimo redivivo.</p>
<p>di Riccardo Bastianello</p>
<p><em>Settimanale Panorama | Scienze &amp; Miracoli</em></p>
<p><strong>Esperienze di premorte;&nbsp;</strong><strong>Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica</strong></p>
<p><a title="Esperienze di premorte; Enrico Facco" href="http://www.edizionialtravista.com/esperienze-di-premorte-enrico-facco.html">Vai alla scheda del libro &raquo;&raquo;&raquo;</a></p>]]></description>
      <pubDate>Wed, 04 Apr 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[ANVUR per la Valutazione della Qualità della Ricerca]]></title>
      <link>http://www.edizionialtravista.com/news/anvur-valutazione-ricerca/</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://www.edizionialtravista.com/media/news/23.gif" alt="La sottile linea tra vita e morte vista con gli occhi di uno scienziato"></p>
<p>La casa editrice Edizioni Altravista &egrave; stata accreditata dall&rsquo;Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), istituita con DPR 1 Febbraio 2010, n.76 e insediatasi il 2 Maggio 2011 presso i locali del MIUR in Piazzale Kennedy, 20 a Roma per la valutazione delle opere scientifiche presenti nel suo catalogo.</p>
<p>&laquo;L&rsquo;ANVUR &egrave; impegnata a svolgere la sua attivit&agrave; di valutazione dei risultati in linea con principi fondatori che sono alla base del suo operato e delle regole deontologiche di cui intende dotarsi: indipendenza, imparzialit&agrave;, professionalit&agrave;, trasparenza&raquo; afferma Stefano Fantoni, Presidente dell&rsquo;ANVUR.</p>
<p>Da oggi gli autori che hanno pubblicato opere di carattere scientifico-universitario con Altravista - monografie, contributi in volume, atti di convegno ecc. &ndash; potranno quindi richiedere la valutazione da parte dell&rsquo;Agenzia ANVUR. Questo riconoscimento dar&agrave; visibilit&agrave;, valore e prestigio alle loro pubblicazioni oltre al dovuto riconoscimento accademico.</p>
<p>La richiesta dovr&agrave; essere effettuata direttamente all&rsquo;ANVUR.&nbsp;</p>
<p>Per info:&nbsp;<a href="http://www.anvur.org/">http://www.anvur.org/</a></p>]]></description>
      <pubDate>Fri, 23 Mar 2012 09:35:53 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[Intervista al prof. Enrico Facco]]></title>
      <link>http://www.edizionialtravista.com/news/intervista-facco-bollettino-medici/</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://www.edizionialtravista.com/media/news/12.gif" alt="La sottile linea tra vita e morte vista con gli occhi di uno scienziato" /></p>
<p>Incontriamo oggi il Prof. Enrico Facco, professore di Anestesiologia e Rianimazione presso l'Universit&agrave; di Padova; &egrave; inoltre specialista in Neurologia ed esperto di terapia del dolore, agopuntura e ipnosi clinica e ha condotto numerose ricerche sul coma, sullo stato vegetativo persistente, sulla morte cerebrale. &Egrave; autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche nonch&eacute; relatore di numerosi congressi scientifici in Italia e all'estero.</p>
<p>L'ultima fatica del Prof. Facco &egrave; un appassionante saggio dal titolo<em> Esperienze di premorte. Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica</em>.</p>
<p><strong>Leggendo il libro si riscopre il sapore di un medico che uscendo dagli schemi tecnologico/scientifici imposti recupera l'uomo nella sua interezza, corpo e psiche. Come &egrave; nato questo tuo interesse?</strong><br /><span> </span></p>
<p>Fin dagli anni ottanta svolgevo la mia attivit&agrave; professionale in terapia intensiva neurochirurgica occupandomi dell'aspetto neurofisiologico della morte cerebrale. E mi sorgevano costantemente domande sull'ancora misteriosa relazione tra mente e corpo, sul confine della vita, sullo iato esistente tra la condizione di morente e di cadavere non appena concluso il processo del morire.</p>
<p><strong>Entriamo nel vivo dell'argomento, cosa intendi per NDE (Near-Death Experiences)?</strong><br /><span> </span></p>
<p>Sono esperienze soggettive che avvengono in condizioni critiche, in pericolo di vita. Tali esperienze sono caratterizzate dalla netta percezione di essere in una dimensione diversa da quella della vita terrena, di aver abbandonato il corpo ed oltrepassato il limite della dimensione spazio-tempo.</p>
<p><strong>A quando risalgono le prime testimonianze del NDE?</strong><br /><span> </span></p>
<p>Le prime esperienze riportate nella medicina moderna risalgono all'inizio del XX secolo, ma la loro forte tonalit&agrave; parapsicologica non ha certo favorito lo studio del fenomeno, facendole apparire incompatibili con il modello biologico dominante e quindi prive di qualsiasi interesse scientifico. Ma gi&agrave; negli anni '70 si sono cominciati a studiare questi fenomeni con metodologie cliniche rigorose.<br /><br /><strong>Nel tuo saggio sono riportati una ventina di casi. Dall'analisi siamo in grado di riconoscere un comune denominatore?</strong><br /><span> </span></p>
<p>Si possono individuare una serie di elementi comuni che prescindono dal credo religioso, dalla cultura, dalla zona geografica di provenienza. Alcuni di questi elementi sono:l'out of Body Experience (OBE), intesa come l'esperienza di trovarsi in prossimit&agrave; del soffitto della stanza, o sopra la barella, il letto di degenza, il letto operatorio, e poter osservare dal di fuori il proprio corpo privo di coscienza e ci&ograve; che accade nell'ambiente;l'esperienza di essere in un tunnel, attraversato a velocit&agrave; pi&ugrave; o meno sostenuta. Il tunnel pu&ograve; rappresentarsi in una variet&agrave; di forme diverse, come un tunnel buio o con una luce in fondo o attorno, o con fregi architettonici all'ingresso;la visione di una luce, non artificiale, ma trascendente, con caratteristiche non naturali;l'incontro con parenti defunti o entit&agrave; superiori con cui si ha una comunicazione telepatica.</p>
<p><strong>Ma ci sono farmaci o droghe capaci di produrre alterazioni psichiche caratteristiche del NDE?</strong></p>
<p>Sicuramente le esperienze indotte da alcuni farmaci come la ketamina e gli allucinogeni in generale hanno elementi comuni a quelli delle NDE ma sono tutt'altro che coincidenti. Non si pu&ograve; ridurre ad un unico neurotrasmettitore la causa di un fenomeno ricco, complesso e di contenuto coerente come le NDE. &Egrave; pi&ugrave; verosimile che le NDE non dipendano da un solo neurotrasmettitore &nbsp;ma da una complessa interazione di aree cerebrali diverse. Inoltre il contenuto delle esperienze da allucinogeni &egrave; molto variabile e dipende dalla personalit&agrave;, dagli scopi dell'assunzione, dal contesto e dalla ritualit&agrave;. Quindi il ruolo della psiche nella genesi dei contenuti e del significato delle NDE &egrave; tutt'altro che secondario ed esse non possono essere ridotte a mero epifenomeno di alterazioni neurochimiche n&eacute; di disfunzioni cerebrali.</p>
<p><strong>Ritornando ai casi clinici, hai osservato poi un differente approccio alla vita nei soggetti che hanno avuto questo tipo di esperienze, riconducibili ad un filo comune?</strong></p>
<p>In effetti dall'analisi dei casi si riscontra un adattamento positivo alla vita, una nuova consapevolezza e il superamento della paura della morte, che viene rielaborata e vista come un momento di passaggio.</p>
<p><strong>Credi quindi che ci sia una vita oltre la morte?</strong><br /><span> </span></p>
<p>Questo &egrave; il quesito fondamentale e il grande mistero della condizione umana, che non posso certo risolvere io. Qualsiasi certezza, comprese quelle di matrice atea, &egrave; espressione di fede, perch&eacute; non sostenuta (n&eacute; potrebbe esserlo) da dimostrazioni scientifiche; non per questo il problema &egrave; meno rilevante e meno concreto di quelli tradizionalmente oggetto di interesse delle scienze galileiane, perch&eacute; la morte, bench&eacute; usualmente scotomizzata, &egrave; l'unico fatto certo e il pi&ugrave; concreto del futuro di ogni individuo. Credo che ognuno di noi debba cercare dentro di s&eacute; la risposta, ma &egrave; forse giunto il momento di riconsiderare i fondamenti epistemologici del nostro pensiero ancora fortemente ancorato alla fisica del XIX secolo, alla logica aristotelica, al radicale dualismo di origine cartesiana e ad un fallace realismo naif &nbsp;(il cui concetto di obiettivit&agrave; &egrave; molto pi&ugrave; soggettivo di quanto comunemente non si pensi). Un approccio solo meccanicistico e riduzionistico, non sembra pi&ugrave; sufficiente a comprendere la relazione mente-cervello-corpo-realt&agrave;, n&eacute;, in medicina, a prendersi cura del paziente.</p>
<p><em>Bollettino dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Padova</em></p>
<p>a cura di Ferruccio Berto&nbsp;Consigliere &ndash; Componente CAO</p>
<p><strong>Esperienze di premorte;&nbsp;</strong><strong>Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisica</strong></p>
<p><a title="Esperienze di premorte; Enrico Facco" href="http://www.edizionialtravista.com/esperienze-di-premorte-enrico-facco.html">Vai alla scheda del libro &raquo;&raquo;&raquo;</a></p>]]></description>
      <pubDate>Sat, 11 Feb 2012 11:01:57 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title><![CDATA[Akkademika. Il social network del mondo scientifico e accademico italiano]]></title>
      <link>http://www.edizionialtravista.com/news/social-network-accademico/</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://www.edizionialtravista.com/media/news/21.gif" alt="Akkademika. Il social network del mondo scientifico e accademico italiano" /></p>
<p><em>Akkademika, il social network del mondo scientifico e accademico italiano, dopo una prima fase di test apre oggi le porte a tutti gli studiosi e i ricercatori interessati ad entrare nella nuova community.</em></p>
<p>Da oggi tutti i rappresentanti del mondo scientifico e accademico italiano hanno un nuovo punto di riferimento, un luogo di incontro a loro dedicato.</p>
<p>Un <strong>social network</strong> dove possono creare gruppi di ricerca e seguire i gruppi di loro interesse, fare conoscere i loro studi e condividere la loro esperienza, segnalare conferenze, pubblicazioni e opportunit&agrave; di lavoro, coinvolgere colleghi e interagire con altri ricercatori.</p>
<p>Dall'antropologia all'arte, dall'ecologia all'informatica sino alla medicina la ricerca italiana diventa social con Akkedmika!</p>
<p>&laquo;Le nuove frontiere della comunicazione rappresentano il punto di partenza per una nuova frontiera della ricerca italiana&raquo; afferma il dott. Marco Boatti, editore per Altravista, la casa editrice pavese che ha realizzato il progetto Akkademika &laquo;le possibilit&agrave; offerte dal web ci consentono di scambiare in tempo reale e con chiunque le ultime scoperte scientifiche, il lavoro di ricerca, le teorie e i dibattiti accademici nei quali siamo coinvolti&raquo;. e continua &laquo;&egrave; un fenomeno che oltralpe vanta numerosi esempi di successo ma credo sia il primo esempio interamente made in italy e mi auguro possa rappresentare al meglio la comunit&agrave; scientifica e accademica italiana. Come sempre noi di Altravista siamo aperti a consigli e proposte per migliorare questo servizio che viene offerto a tutti gratuitamente. Lo scopo &egrave; quello di creare una community che possa crescere e diffondere cultura scientifica&raquo;.</p>
<p>Il progetto &egrave; appena nato ma sembra promettere un buono sviluppo.&nbsp;</p>
<p>Cosa stai aspettando? Entra anche tu in Akkademika. La registrazione &egrave; gratuita! Non puoi non esserci!</p>
<p><a title="www.akkademika.net" href="http://www.akkademika.net">www.akkademika.net</a></p>]]></description>
      <pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:24:07 +0000</pubDate>
    </item>
  </channel>
</rss>

