Recensione del libro Mobilità sostenibile

Una mobilità per lo sviluppo sostenibile di economia e società

Il concetto di mobilità sostenibile ha un’accezione ampia che raramente viene considerata nelle sua interezza. Si hanno così interpretazioni, come quelle proposte da “Guida all’auto ecologica” o “L’auto che sarà”, che privilegiano l’adozione dei veicoli a basso impatto ambientale e altre che si focalizzano sulla politica dei trasporti o sui metodi di spostamento alternativi. A fornire un’ulteriore visione è Mariagrazia De Castro nel libro “Mobilità sostenibile” nel quale il tema ha una valenza più ampia che include, tra l’altro, analisi sociali, ambientali ed economiche. Una visione che ha il pregio di inquadrare nel giusto contesto il “problema” degli spostamenti. “L’errore”, scrive la Di Castro, “che si tende a commettere nell’analizzare la relazione fra mobilità e sostenibilità consiste nel pensare agli effetti negativi che essa genera trascurando l’importanza nel sostenere il processo di sviluppo sociale ed economico del territorio.

La promozione di un modello di mobilità sostenibile è dunque auspicabile non soltanto per il suo valore ecologico ma anche per l’equità sociale e per la sua capacità di produrre e mantenere vantaggi economici in un tempo successivo a quello presente”.

Capire per poter agire

Il volume si apre con una sintetica, ma efficace, analisi delle teorie ambientali dalla loro origine negli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Un percorso che consente all’autrice di chiarire l’evoluzione del concetto di “sviluppo” dalla tradizionale concezione come crescita economica misurata dal PIL (Prodotto interno lordo) alla più moderna interpretazione “sostenibile” che ingloba molti altri indicatori, quali istruzione, speranza di vita, qualità ambientale e disponibilità delle risorse naturali. Un’impostazione, come detto, che si riversa sull’idea di mobilità sostenibile, tema sul quale è impellente intervenire. Nell’Unione europea, sottolinea l’autrice, il settore trasporti è, con il 35% del totale, il settore con il più elevato consumo di energia e con la maggiore “dipendenza” dai derivati del petrolio (98%). E con una domanda energetica in continuo aumento (+21% dal 1990 al 1999) che accresce le emissioni di anidride carbonica (+18% nelle stesso periodo) e genera sempre più problemi di congestione, sicurezza, consumo del suolo e delle risorse del Pianeta.

Meno auto, più trasporto pubblico e alternativo

La soluzione proposta dall’autrice per rendere sostenibile gli spostamenti è un “pacchetto” di misure atte a contenere il trasporto privato per favorire quello pubblico e “alternativo”. Per farlo la De Castro illustra diverse strategie. Per la mobilità privata suggerisce il miglioramento della qualità di servizio del trasporto collettivo, il potenziamento di parcheggi di interscambio, car sharing, car pooling e della mobilità ciclo-pedonale. Iniziative al quale si aggiungono le soluzioni per limitare l’uso dell’auto, quali la realizzazione di “zone 30km/h”, ZTL, corsie preferenziali, parcheggi a pagamento o pedaggi per l’accesso in centro tipo Ecopass di Milano. Il tutto abbinato a politiche per l’incentivazione dei veicoli meno inquinanti (elettrico, metano e Gpl). Sul fronte del trasporto merci le soluzioni più “consigliate” sono l’ottimizzazione della logistica e l’istituzione del van sharing, un servizio analogo al car sharing ma pensato per la distribuzione urbana dei pacchi.

Una traccia per stimolare la conoscenza

Se le soluzioni elencate sono per lo più note, a rendere l’analisi interessante è, come detto, il contesto scelto. L’analisi considera, infatti, le esigenze di spostamento di tutti i cittadini, inclusi i più “deboli” (un capitolo specifico è dedicato ai disabili), fornendo un quadro in grado di “garantire dinamismo economico e coesione sociale, minori costi, minori spazi stradali occupati, meno energia consumata, minori danni alla salute dei cittadini”. A rendere più attrattiva la lettura sono i suggerimenti per rendere appetibile il trasporto pubblico e le strategie per condividere con la cittadinanza le scelte per gli spostamenti alternativi all’auto. Di rilievo pure l’analisi sulla necessità di promuovere un’educazione ambientale che consente di raggiungere, come la chiama Daniel Goleman, un’intelligenza ecologica collettiva indispensabile per una società sostenibile. A completare il testo sono l’esposizione di alcune “best practices” e lo studio della mobilità all’interno delle aree naturalistiche. Nel complesso, il volume ha approccio accademico, anche se il linguaggio è semplice, che identifica bene (quasi) tutte le questioni legate a una mobilità amica del Pianeta. Per contro mancano alcuni approfondimenti che avrebbero reso più esauriente la tematica. Ma presumiamo che l’obiettivo dell’autrice, considerata anche la brevità del testo, fosse di fornire una traccia precisa e stimolare lo studio dell’argomento. Finalità che sono state soddisfatte.

L’autrice

Dottoranda di Ricerca del XXIII Ciclo del Dottorato in “Analisi dei Sistemi Economici e Sociali: Impresa Istituzioni Territorio dell’Università del Sannio. Laureata in Economia e Commercio, indirizzo Ambientale, e con Master in “Programmazione e Gestione dei Sistemi di Trasporto”, inizia la sua attività didattica e di ricerca scientifica come cultore di materia in Ecologia (S.S.D. BIO/07) presso la Cattedra della Ch.ma Prof. Eugenia Aloj dell’Università degli Studi del Sannio. È autrice di circa 60 pubblicazioni tra contributi in atti di convegno, paper su riviste nazionali ed internazionali, (Economia Agroalimentare, Hygiene Y Sanidad, Environmental Journal) pubblicazioni didattiche, per prestigiose case editrici (Franco Angeli, PeterLang, Alinea, ESI, Loffredo, Simone).

Sabato 16 Luglio 2011 00:00 | Ecolibri – Recensione 

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