Il banco sopra la cattedra di Luigi Polito

Marco, studente dell’ultimo anno del corso di Laurea in Pedagogia, è un ragazzo con forti ideali, perciò decide di affrontare, per la sua tesi di laurea, un argomento che racconta la realtà dei giovani, attraverso interviste e questionari che documentano cosa accade quotidianamente negli ambienti scolastici, specificatamente dentro le aule.

Durante l’esposizione della tesi, Marco si rivolge alla commissione in tono sarcastico, accusando il sistema universitario di utilizzare il potere per incutere paure e trasmettere una cultura finalizzata a favorire gli interessi personali dei baroni.Il libro, mediante l’analisi della tesi sperimentale di Marco, descrive le idee, le aspettative, i sentimenti, le speranze che gli alunni hanno in merito al mondo dell’istruzione, permettendo ai lettori di scoprire i loro pensieri nascosti, incatenati da una scuola che sta solo attenta alle “etichette”, senza preoccuparsi della diversità, della voglia di partecipazione e di dialogo dei ragazzi.

Le narrazioni degli studenti svelano che, nonostante la maggioranza dei professori ricorra ad un metodo d’insegnamento tradizionale, alcuni docenti hanno voglia di trascinare i ragazzi verso la libertà di pensiero e d’azione, realmente credendo che il confronto sia la base per abolire le forti disuguaglianze che vivono dentro l’istituzione scolastica. La scuola non è soltanto un luogo dove acquisire argomenti per affrontare le interrogazioni e superare l’anno scolastico, ma deve assolutamente essere anche un luogo dove competenza affettiva e d’apprendimento si mescolano per rendere gli allievi protagonisti del loro sapere, scaturito non solo dai libri di testo, ma anche dalle loro esperienze quotidiane. 

Da sempre l’istruzione è legata al potere politico, che lo utilizza per affermare la sua ideologia, erodendo un settore che potrebbe dare avvio ad un cambiamento positivo del Paese, proprio perché forma gli adulti del futuro. Leggendo il testo si evince quanto gli studenti urlano il loro disagio, rimanendo delusi del mondo anti-democratico della scuola, incapace di dare certezze, avvertito come ambiente di pregiudizi, di indifferenza, capace di incatenare le potenzialità.Questo romanzo-documentario, dove parlano i ragazzi, mira a risvegliare le coscienze, poiché i giovani, con le loro aspirazioni, con la loro tenacia, con la loro volontà, con la loro capacità creativa, con la loro voglia di giustizia, possono migliorare la società. Fatevi catturare da questo testo attraverso i suoi momenti d’ironia, di tensione, di desiderio di riscossa.

Recensione a cura di Monica Fantaci

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