Le donne e la nuova ruralità

Oggi, martedi 15 ottobre è la giornata mondiale delle "Donne Rurali" che è anche il titolo del libro della sannita Maria Grazia De Castro, con la quale abbiamo voluto celebrare l'evento tra riflessioni e qualche critica

Lei, una donna, una mamma, una scrittrice sannita che ha unito due universi, la donna e l'agricoltura. Diversi percorsi di lettura offriranno lo spunto al lettore di riflettere su tematiche forti ed attualissime, soprattutto oggi che di agricoltura se ne è tornato a parlare come peculiarità, fino a confondersi come un must modaiolo. Maria Grazia De Castro, in occasione della giornata mondiale delle "Donne Rurali" celebrata ogni 15 ottobre (come ci spiegherà lei stessa durante l'intervista), ci ha presentato il suo lavoro e ci ha spiegato l'interesse verso l' argomento ed il suo pensiero in merito, durante una piacevolissima chiacchierata pomeridiana davanti ad una tazza di tè.

Mariagrazia De Castro, dottoressa in ricerca in Analisi dei Sistemi Economici e Sociali, dove e quando nasce l'interesse nei confronti delle "Donne rurali"?
"Donne rurali nasce per caso. Mi capita tra le mani un saggio di Vandana Shiva (Ritorno alla Terra) che avevo comprato diverso tempo addietro ma che, tra i diversi impegni familiari e professionali, non avevo mai potuto leggere. Da lì mi sono posta delle domande e ho cominciato a fare ricerca bibliografica. Dopo pochi mesi la prima bozza era già sul tavolo della casa editrice Altravista nella persona di Marco Boatti che non mi stancherò mai di ringraziare per la fiducia e l'entusiasmo col quale ha accolto questo progetto editoriale".

Cosa intende per "Donne rurali": una stretta categoria, un "genere" in via d'estinzione, un modello di riferimento?
"Le donne rurali non sono un genere in via di estinzione però essendo le custodi della biodiversità naturale ed umana di ogni civiltà sono certamente a rischio nei paesi sviluppati come nei paesi in via di sviluppo. In questo, quindi, sono un modello di riferimento: non dimentichiamo le donne che rimangono a presidiare la terra mentre l'uomo va altrove a cercare fortuna e la cui discriminazione aumenta nella misura in cui aumenta la difficoltà di accesso alle risorse primarie. Pensiamo alle donne africane – soprattutto bambine - che percorrono chilometri per poche gocce d'acqua...".

Il suo libro dal titolo, appunto, "Donne Rurali" dove lo possiamo collocare: narrativa, saggistica, svago ...?
"Sicuramente stiamo parlando di un saggio. A monte c'è tutto un lavoro di ricerca dei materiali e dei testi letterari sull'argomento, l'analisi della bibliografia e la selezione di quest'ultima in ragione del taglio che ho voluto imprimere al lavoro e cioè quello di dar voce alle donne rurali di ogni civiltà, giacimento culturale e portatrici di innovazione".

Le donne e l'agricoltura: un legame che parte da lontano, ma rapportato ad oggi?
"Guardi, il legame donne – agricoltura parte da lontano ma nel corso dell'evoluzione delle civiltà si è modificato, trasformato, alterato. Oggi, sinceramente, ne vedo quasi una parodia in quella neo - ruralità radical chic che trova spazio nei salottini perbene dove si parla di imprenditorialità femminile del vino o nelle riviste che ammiccano con immagini di donne di successo che si fanno fotografare immerse nella natura, magari con le unghie ben levigate che con la terra non hanno nulla a che fare. Non c'è nulla di autenticamente rurale ed è questo il modo più sicuro per far morire la civiltà contadina. Andiamo a raccontarlo alle mondine della Pianura Padana con le mani scarnificate dall'acqua o alle contadine del Sannio che pulivano pannocchie in strada fino a tarda sera...".

Le donne come risorsa ambientale e rurale, perché?
"Le donne sono di fondamentale importanza per lo sviluppo rurale: occupando nel modello dominante di sviluppo una posizione subalterna, possono diventare portatrici di motivazioni, interessi, approcci in grado di generare innovazione di sistema attraverso una dialettica tra generi e generazioni. Pur nelle diverse situazioni economiche, sociali, territoriali, sempre, e con ugual valore, le donne sono risorse preziosissime e determinanti per l'ambiente e lo sviluppo. Oltre alla loro attività economica, esse hanno da sempre contribuito in larga misura alla vita della famiglia e del villaggio. Amo definire la donna rurale una "reggitrice" perché pur trovandosi in situazioni ambientali, economiche e geografiche difficili, pur essendo vittima di discriminazioni rispetto all'educazione, la formazione, il lavoro, riesce a prendere le decisioni e programmare il proprio lavoro e la propria vita".

Oggi è la giornata mondiale delle "Donne Rurali" ed il libro risulterà certamente una lettura più che indicata. Ma il Suo messaggio in previsione di questa celebrazione quale vuole essere?
"La Giornata Mondiale della donna rurale, si celebra il 15 Ottobre di ogni anno e nasce in seno alla Conferenza mondiale delle donne di Pechino, nel 1995 dedicando attenzione alla valorizzazione delle donne che in tutto il mondo vivono in aree rurali. La mia riflessione è puntata sul fatto che le donne rurali non hanno bisogno di clamori e slogan ma di strumenti concreti e programmi adeguati. Finora si è puntato a strumenti, finanziari e non (come ad esempio il microcredito), che in un certo senso hanno finito per accentuare la discriminazione e per veicolare quel messaggio secondo il quale se sei donna hai bisogno di aiuto altrimenti non potresti mai raggiungere posizioni apicali. Direi basta e direi che è arrivato il momento di dar voce alle competenze".

Quanta eco sta avendo il Suo libro? O meglio, ha riscontrato una certa sensibilizzazione o avvicinamento al tema?
"Il libro ha trovato molti consensi fuori. Una politica nota al panorama nazionale mi ha scritto delle sincere parole di apprezzamento sul libro e la Giuria del XIII Premio di Scrittura Femminile ne ha elogiato alcuni aspetti. Ma se devo essere sincera l'eco locale è estremamente silenziosa: ho fatto due presentazioni lo scorso anno – non appena uscito il libro – ma ho potuto contare solo sulla presenza di pochi amici e stimati intellettuali. Avrei avuto anche l'intenzione di portare il libro in tour nel Sannio rurale ma ho percepito che c'è poco interesse a far circolare la cultura, quella autentica non politicizzata e mediata. A parte che poi, nel corso dei mesi successivi ho dovuto fare i conti con la morte di mia madre, un evento tragico che mi ha segnato profondamente ma che mi ha ulteriormente fatto capire di continuare a dar voce alle donne, quelle che sono custodi di valori tradizionali senza tempo".

Economia si, ma credo di aver evinto anche una certa "esaltazione" della donna: è semplicemente un'impressione?
"Non è un'impressione. Ma non è un'esaltazione arrabbiata. Le femministe prima di noi, negli Anni Settanta, hanno dovuto lottare e per fortuna hanno avuto il coraggio di farlo, per ricollocare la donna nella società. Oggi però mi sento di dire alle donne di non perdere mai la fiducia in una rivoluzione mite, quasi gandhiana, che serve per mantenere gli equilibri di genere già raggiunti e per conquistarne altri".

Sabato prossimo parteciperà al premio letterario "Donne tra ricordi e futuro" con questo libro. Ci racconta brevemente i Suoi step di partecipazione, fino alle selezioni finali? Pensa di poter portare a casa il premio?
"Devo precisare che non partecipo propriamente con il libro poiché il regolamento del premio prevede la partecipazione con un inedito. Da "donne rurali" però si è aperto un ulteriore filone di ricerca sull'ecofemminismo, cioè sulla convergenza tra le questioni ambientali e le questioni femminili ovvero intendendo l'approccio di genere come un approccio di sostenibilità. È con un saggio inedito sull'ecofemminismo tra passato, presente e futuro che sono arrivata alla finale del premio nella sezione "Saggistica". Su 387 elaborati totali la rosa delle finaliste conta oggi una quindicina di autrici. Sabato si terrà a Pratovecchio, nel Casentino, la cerimonia di premiazione. Non faccio pronostici sul risultato non tanto per scaramanzia quanto piuttosto per una certa insicurezza caratteriale che mi porterebbe a dire che il mio risultato sarà il peggiore tra i migliori!

Ma sarà sicuramente l'occasione per confrontarmi con personalità autorevoli che spaziano tra diversi generi letterari, dalla narrativa alla poesia. Sicuramente avranno molto da insegnarmi. Propriamente con "Donne Rurali" ho partecipato al XIII Premio di Scrittura femminile ricevendo una bella segnalazione da parte della Giuria che ha saputo cogliere la vastità dei temi e l'analisi del ruolo femminile attraverso ambiti noti e meno noti della ruralità e sono in attesa di conoscere gli esiti del Premio Letterario Internazionale E. Tantucci".

a cura di: Annalisa Ucci

bMagazine | Martedì, 15 Ottobre 2013