Edizioni Altravista - L'uomo, la natura e il tempo

Il sentimento del "non finito"

Il sentimento del "non finito"

Renata Freccero

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9788899688202 | 2017 | Amigdala | 26 | Pdf
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La computazione quantistica del cervello e della coscienza appartiene alle neuroscienze, ma rimane un lato intimo e misterioso della vita che vive nel sentimento. Gli studi sulle strutture intercellulari formate da eterodimeri allineati in tubi cavi con un diametro apparente di circa 25mn., i “microtuboli”, rafforza la teoria sulla coscienza che deriva dal livello più profondo dell’attività cerebrale in cui i polimeri proteici all’interno dei neuroni (le vibrazioni quantiche), influenzano le sinapsi e i processi di auto organizzazione “protoconsapevole” della struttura quantistica della realtà. La ricerca scientifica intorno all’uomo suscita geniali teorie sempre più specialistiche anche grazie agli strumenti ad alta tecnologia, ma le scienze piuttosto che interagire rispetto alla totalità del sapere, tendono a determinare, a decomporre, a codificare, a decodificare, a calcolare matematicamente i processi e i percorsi umani rispetto alla totalità bio-psico-sociale. La società odierna più che globalizzata è standardizzata come parte di un complesso sistema inserito nelle leggi informatiche, ma l’essere umano è un essere culturale per natura, perché è un essere naturale per cultura (Morin, Piattelli Palmarini, 1974). L’attività fisica e mentale è il risultato delle attività delle cellule cerebrali in cui non si evince da dove nascono i sentimenti e non va frammentata o analizzata nelle parti. Molte azioni dell’attività della coscienza appaiono prive di consapevolezza, sono la conseguenza di processi inconsci. In particolare il “non finito” è una condizione interiore, è pensiero creativo destinato a svilupparsi nella mente di chi lo produce per rimane “non finito” all’infinito. Il “non finito” è nel dematerializzato del Buonarroti, nel contrasto tra spirito-corpo, forma-materia e vita-morte. Il “non finito” è desiderio e pensiero parlante senza parole, è comunicazione di onde e vibrazioni atemporali, è un sentimento di corrispondenza che unisce il particolare all’universale e l’universale al particolare oltre i limiti del sensibile. Il “non finito”, è comunicazione generale a livello di pensiero oltre il linguaggio, oltre la costruzione matematica della realtà. Il “non finito” è un sentimento perenne a fondamento del nostro pensare, è la bellezza profusa nella ricerca scientifica etica, è il cammino verso la coscienza del vero che coniuga le scienze nel rispetto del senso e dell’orientamento dell’esistenza. Il non finito è sentimento del finito nell’infinito.

Renata Freccero si è laureata nel 1980 presso l’Università di Genova in Pedagogia, Filosofia e Storia, è stata nominata docente di Storia dell’Educazione Fisica e degli Sport, dapprima presso l’ISEF e in seguito, con il passaggio alla Scuola d’Interfacoltà Universitaria, è stata nominata “Docente a contratto” e “Docente in posizione di comando”, presso SUISM Università di Torino. Autrice di molteplici articoli e saggi, nel 1996 a Pontremoli ha ottenuto il Primo Premio “G. Gronchi” nella sezione sport e letteratura. Nel 2001 a ROMA ha conseguito il Primo Premio “A. Manzoni” nella sezione saggi di letteratura sportiva con la riedizione del “De ARTE Gymnastica” di Girolamo Mercuriali. Nel 2001 ha ricevuto il premio “Liguria Maestrale” Sestri Levante-Genova per la chiosa del romanzo deamicisiano “Amore e Ginnastica.” Ha partecipato a importanti Congressi internazionali ed è stata “Docente invitata” ai Giochi Olimpici di Atene 2004, per collaborare con il Comitato Olimpico di Grecia alla cultura olimpica e all’arte dedicata ai Giochi classici. In seguito ha realizzato per Casa Italia CONI le esposizioni d’arte olimpica ai Giochi di Pechino 2008, di Vancouver 2010, di Londra 2012 e quella dei Giochi del Mediterraneo del 2009. Ha collaborato con il Consolato di Torino di Grecia alla cultura e all’arte olimpica realizzata per i Giochi di Sochi 2014. Nel 2010 ha realizzato l’arte per i Mondiali di Calcio 2010. In particolare l’esposizione Tradition and Innovation - Italian Olympic Spirit, presentata a Casa Italia CONI Queen Elizabeth Centre Westminster Londra 2012, ha ricevuto l’onore della “Medaglia Dedicata” della Presidenza della Repubblica. Nel 2015 il progetto The Alpine population of Argentera Valley, Sauze di Cesana, Province of Turin, Italy: vestiges of an Occitan culture and anthropo-ecology, presentato all’EXPO di Milano per le Best Practices, è stato selezionato fra oltre 12mila altri progetti inviati da tutto il mondo. Collabora con il Museo di Antropologia dell’Università di Torino e con la Società Italiana di Biologia Sperimentale.

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